19/02/17

Oltre il prodotto


Occupandomi di customer experience non potevo non leggere questo libro dedicato al percorso effettuato in Mercedes. L'autore Michelli aiuta le aziende nel costruire customer experience di eccellenza ed evidentemente è stato scelto anche da Mercedes.
Si può leggere della risistemazione dei touch point, della misurazione della customer experience e della responsabilizzazione per le persone della prima linea, cosi come dei cambiamenti di processi e di tecnologie.
Spesso siamo portati a considerare i diversi settori economici come troppo diversi, eppure questo libro ritengo che possa ispirare molti proprietari o manager di brand o aziende.
In molti possono farsi guidare dal concetto di LEAD, listen, empathize, add value e delight.
Ognuno di noi può puntare all'eccellenza della customer experience che offre ai propri clienti, è un percorso quasi obbligato a ben pensarci.
Mi è particolarmente piaciuto il capitolo dedicato ai dipendenti, dove si dedicano strumenti e ispirazioni affinchè ognuno di noi possa lead yourself, lead your team e lead your organization.
Leggetelo e votate la mia recensione qui
Ringrazio il sito MediaLibrary per avermi permesso di leggere questo libro gratuitamente, lo consiglio a tutti.

08/02/17

Le persone non servono


Il titolo è un po' inquietante, ma a volte è meglio essere consapevoli, piuttosto che pensare che sicuramente non toccherà a noi.
L'autore, dal suo osservatorio privilegiato nella Silicon Valley, ne ha visto sicuramente delle belle tra le tante iniziative che, grazie all'intelligenza artificiale, stanno costruendo un mondo zeppo di agenti sintetici.
Serviranno ancora le persone? Quanti lavoratori verranno sostituiti o spazzati via da algoritmi?
Sembra utopia pensare che avvocati, medici, ingegneri, responsabili marketing possano essere sostituiti da una macchina che piano piano ha imparato, anche se non è consapevole e non dimostra aspirazioni o desideri?
La difficoltà consisterà nel fatto che le competenze richieste per svolgere i lavori disponibili probabilmente evolveranno più velocemente di quanto i lavoratori riusciranno ad adattarvisi, se non apporteremo dei cambiamenti significativi nel modo in cui formiamo la forza lavoro.
Dovremmo focalizzarci sulla formazione delle competenze vacanti, e non di incompetenti in vacanza.
Quanto siamo preparati ad affrontare questo mondo che avanza? Le persone chiamate a regolamentare questi nuovi mercati del lavoro hanno gli strumenti per comprendere come evolverà la società?
Il libro, come molti altri, si interroga sul problema della distribuzione della ricchezza, con un riferimento al mitico coefficiente di Gini, ma, a mio avviso, la parte più utile è quella in cui si evidenzia che l'opportunità di acquisire nuove competenze deve essere onnipresente.

Domattina torno al lavoro e sicuramente battaglierò molte ore per migliorare la progettazione della user experience su 5 diverse dimensioni di schermo, cercando di comprendere come ottimizzare i rework necessari, consapevole che domani forse un agente sintetico in una notte avrà testato 100 diverse soluzioni su 100 diverse tipologie di schermo,
Cosi almeno avrò trovato il modo di ridurre i tempi di sviluppo e tutto il gruppo di lavoro sarà passato ad occuparsi di digital asset...
Rimaniamo ottimisti?

Se si vota la mia recensione su Amazon.it di questo libro



29/01/17

L'organizzazione aperta


Questo libro mi è piaciuto moltissimo!
L'autore è l'ad di Red Hat, leader dell'open source e ci propone modelli di organizzazione aziendale a cui forse non siamo abituati.
Vale la pena leggerlo per gli spunti che può offrire.
Mi sono segnato questi tra i più importanti per me: "L’efficacia di un leader non si misura dalla sua capacità di impartire semplicemente ordini... ... oggi il compito più importante di qualunque manager è creare un ambiente di lavoro che ispiri un contributo eccezionale e che meriti passione, impegno e immaginazione."
Questi 2 concetti presuppongono grandi capacità di ascolto e tempo da dedicare  al coinvolgimento e, lo afferma sempre lo stesso autore, bisogna tener presente che oggi "I millennial vogliono essere ascoltati molto più di quanto non facessero i loro genitori". Anche quest'ultima frase può fare riflettere molti che oggi si trovano a gestire millenial.
In generale, sono anche molto d'accordo sul fatto che i lavoratori hanno fame di contesto; vogliono sapere i cosa e i perché della direzione strategica assunta dall'azienda, e vogliono partecipare al suo successo.
La frase però che più mi ha entusiasmato del libro è "Sono felice di far parte di un sistema che aiuta le persone a realizzare il proprio potenziale".

Spesso mi ritrovo a condividere questa missione dal punto di vista personale.
Grazie per il voto che vorrai dare alla mia recensione Amazon qui: 4 stelle.

14/01/17

La mia riunione più bella


Partecipo a tante, ne preparo altrettante, mi diverto in tantissime!
Mi colpiscono gli atteggiamenti di molti, osservo tutto quello che posso, perchè sono preziosissimi contributi per migliorare. Quando ci sono molte persone attorno a un tavolo, ci sono tante opportunità.
Gli ultimi progetti a cui sto partecipando, con tante aziende coinvolte contemporaneamente, mi stanno offrendo l'opportunità di confrontarmi con culture, atteggiamenti, oltre ovviamente al know how, tutti diversi tra loro.
Questa settimana, però, la riunione più bella è stata quella "interna", quella che qualcuno ha definito, dello spogliatoio.
Mi ha dato soddisfazione perchè è un'extra riunione che abbiamo voluto fare, l'abbiamo dedicata completamente a noi, al nostro miglioramento personale, a quel qualcosa in più che ognuno di noi vuole dare all'altro, alla squadra in particolare.
Ho utilizzato valori dello sport a cui ispirarsi, per avere dei punti di riferimento condivisi.
Stanno emergendo delle dinamiche spettacolari, ci sono margini di miglioramento enormi in ognuno di noi, basta "solo" aver voglia di mettersi in gioco, ma è fondamentale, ognuno nel proprio ruolo, saper ascoltare.
E' incredibile come ascoltare offra spunti cui spesso non pensiamo.
In tante job description leggiamo la richiesta "saper lavorare in team".
Quante aziende offrono realmente questa opportunità? Quanti sanno davvero lavorare in team?
Io l'ho presa come missione personale da un po' di tempo, per me e per le persone del team che mi sono state affidate. Ho voluto scegliere come obiettivo personale la capacità di saper migliorare il team.
Il mondo del lavoro, gli strumenti che abbiamo a disposizione stanno cambiando a velocità pazzesche, ma non possiamo illuderci di ottenere miglioramenti solo cambiando piattaforme.
Serve tempo da dedicare alle persone, tempo che nei gantt di progetto nessuno prevede, ma ricordiamoci di ricavarlo in qualche modo.

Questa settimana mi ha colpito quel fornitore che mi ha particolarmente ringraziato per il feedback extra che ho voluto dargli affinchè lo ritrasmettesse ai suoi "Non sai quanto ci è prezioso, serve alla squadra, per il morale! Ci dà carica!"

Io ringrazio i miei che mi sopportano, questa settimana hanno dovuto sorbirsi i miei paragoni con lo sport e ancora una volta ho utilizzato la mia esperienza negli arbitri, le mie mille riunioni del lunedi, i miei tanti colloqui di briefing pre gara o feedback post gara mi sono venuti in aiuto nella nostra riunione di spogliatoio più bella!

E l'energia ottenuta era tale che non potevo non raccontarla!





12/01/17

Contributo eccezionale

Ho acquistato il mio ultimo libro solo perché vi era l'introduzione di Gary Hamel.
Comincia così il suo contributo al libro "E' un paradosso. Le capacità umane più determinanti per il successo -quelle che possono aiutare la vostra organizzazione a diventare più resiliente, più creativa - sono proprio quelle che non si possono "gestire".
Mentre potete obbligare i collaboratori a doppio filo allo stipendio a dimostrarsi obbedienti e diligenti e potete selezionare i più dotati dal punto di vista intellettuale, non potete imporre la creatività o la passione. Queste doti sono, letteralmente, doni. Ogni giorno i dipendenti decidono liberamente se portarseli dietro al lavoro o se lasciarli a casa.
Nel vostro ruolo di leader, come potete creare un ambiente in grado di ispirare le persone a mettere volontariamente in campo quei "doni"?

Grazie per la domanda prof Hamel!